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Nel 2026 un'organizzazione non profit italiana registrata paga a PayPal 1,80% + 0,35 € per ogni donazione ricevuta, contro il 2,00% + 0,35 € applicato alle transazioni commerciali standard (PayPal, Tariffe per i Venditori — Italia, in vigore dal 9 febbraio 2026). Su 10.000 € di donazioni annue la sola differenza di aliquota vale 20 €, mentre la componente percentuale della commissione ne trattiene 180 €, a cui si aggiungono 0,35 € per ogni singola donazione ricevuta.
Quanto costa davvero PayPal a un ente non profit in Italia?
Secondo il tariffario ufficiale PayPal per l'Italia in vigore dal 9 febbraio 2026, gli enti benefici confermati pagano 1,80% + 0,35 € sulle transazioni nazionali, contro il 2,00% + 0,35 € delle altre transazioni commerciali. I mittenti dell'area SEE non comportano alcun supplemento percentuale aggiuntivo.
La risposta breve: 1,80% più 35 centesimi per donazione. Vale però solo per le organizzazioni non profit che hanno ottenuto da PayPal la conferma dello stato benefico. Senza quella conferma si applica la tariffa commerciale ordinaria del 2,00% + 0,35 €.
La commissione fissa pesa in modo molto diverso a seconda dell'importo. Su una donazione da 10 € i 35 centesimi valgono il 3,5% del totale. Su una donazione da 200 € vale lo 0,18%. Le campagne costruite su micro-donazioni sopportano quindi un costo effettivo molto più alto di quanto suggerisca la percentuale nominale.
Donazione | Commissione PayPal (1,80% + 0,35 €) | Netto per l'ente | Costo effettivo |
|---|---|---|---|
10 € | 0,53 € | 9,47 € | 5,3% |
25 € | 0,80 € | 24,20 € | 3,2% |
50 € | 1,25 € | 48,75 € | 2,5% |
100 € | 2,15 € | 97,85 € | 2,2% |
250 € | 4,85 € | 245,15 € | 1,9% |
Calcoli basati sulla tariffa enti benefici pubblicata da PayPal per l'Italia (in vigore dal 9 febbraio 2026).
Due voci sfuggono spesso ai budget. La prima è la conversione di valuta: quando una donazione arriva in valuta diversa dall'euro, PayPal applica un ricarico del 3,0% sopra il tasso di cambio base, che si somma alla commissione di transazione. La seconda riguarda le donazioni in presenza: il lettore di carte Zettle di PayPal applica in Italia una commissione fissa dell'1,79% per transazione, senza canone mensile e con lettore a partire da 29 € (Zettle, Costi e commissioni, 2026). La tariffa scontata per enti benefici non si estende a quel canale, ma in Italia il divario è minimo.
Se stai confrontando i costi complessivi di più soluzioni, le commissioni delle principali piattaforme di crowdfunding in Italia mostrano quanto pesino le trattenute di piattaforma rispetto alle sole commissioni del processore di pagamento.
Fonte: PayPal, Tariffe per i Venditori PayPal — Italia, in vigore dal 9 febbraio 2026 tariffario ufficiale PayPal per l'Italia (consultato il 19 agosto 2026).
Chi ha diritto alla tariffa PayPal per enti benefici?
Lo sconto non si attiva da solo. Va richiesto, e PayPal lo concede solo dopo aver verificato che l'organizzazione sia realmente un ente benefico registrato.
In Italia il riferimento è il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), che dal 2021 ha assorbito i vecchi registri regionali di ODV e APS. Un'organizzazione iscritta al RUNTS come ETS, ODV o APS dispone dei documenti che PayPal richiede: atto costitutivo, statuto, codice fiscale e certificazione di iscrizione. Le ONLUS iscritte all'anagrafe e gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti presentano la propria documentazione equivalente.
Se non hai ancora chiarito quale forma giuridica sia adatta al tuo progetto, la guida alle differenze tra le forme del non profit italiano chiarisce cosa cambia tra associazione, fondazione ed ETS prima di avviare qualsiasi pratica.
Un chiarimento utile per chi ha letto guide in inglese: il riferimento al 501(c)(3) riguarda esclusivamente il diritto tributario statunitense e non ha alcun valore per un ente italiano. Il criterio che conta per PayPal in Italia è la registrazione dell'ente e la documentazione che la dimostra.
Fonti: PayPal, come faccio a richiedere la tariffa per enti benefici? procedura ufficiale di richiesta della tariffa (consultata il 19 agosto 2026); Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (consultato il 19 agosto 2026).
Come si attiva un conto PayPal per un'organizzazione non profit?
Ecco il percorso completo, dall'apertura del conto alla tariffa attiva.
- Apri un conto PayPal Business: Alla voce tipo di attività seleziona "Organizzazione no-profit" e spunta la casella "Questa organizzazione no-profit è un ente benefico registrato". Saltare questo passaggio significa restare sulla tariffa commerciale del 2,00%.
- Inserisci i dati dell'ente e del conto bancario: Il conto corrente deve essere intestato all'organizzazione, non a una persona fisica. Le donazioni verranno accreditate lì.
- Carica la documentazione richiesta: PayPal chiede il documento d'identità del titolare del conto e degli eventuali utenti autorizzati, il documento di registrazione dell'ente su carta intestata e una lettera di autorizzazione firmata dal presidente, dall'amministratore o da un'altra figura apicale.
- Attendi la conferma: La verifica avviene di norma entro un giorno lavorativo. Alla conferma via email la tariffa dell'1,80% + 0,35 € viene applicata alle transazioni successive.
Completata l'attivazione, puoi collegare un pulsante di donazione al sito dell'organizzazione, scegliere la valuta di incasso e abilitare le donazioni ricorrenti mensili, che stabilizzano le entrate molto più delle campagne una tantum.
Fonte: PayPal. Come faccio a richiedere la tariffa per enti benefici? procedura di verifica per enti benefici (consultata il 19 agosto 2026).
Quali strumenti offre PayPal per raccogliere donazioni online?
Il pulsante Donazioni è la soluzione più rapida. Si configura dal conto PayPal, si personalizzano gli importi suggeriti e si incolla il codice HTML nella pagina. Il limite noto è estetico: il marchio PayPal prevale sull'identità visiva dell'organizzazione non profit, e per gli enti che curano la coerenza del brand questo pesa sul tasso di conversione.
PayPal Checkout si integra nel flusso di donazione senza portare il donatore fuori dal sito, riducendo gli abbandoni a metà percorso. È il successore delle vecchie integrazioni Payments Pro, oggi documentate da PayPal come integrazioni legacy NVP/SOAP. Non è più la strada consigliata per chi parte adesso.
Zettle copre banchetti, eventi e raccolte in piazza con un lettore di carte contactless a partire da 29 €, senza canone mensile.
Qualunque canale scegli, la resa dipende soprattutto dalla pagina di donazione. Le buone pratiche per un modulo di donazione efficace incidono sul tasso di completamento più della singola integrazione tecnica.
Fonti: Zettle by PayPal costi e commissioni Zettle in Italia (consultato il 19 agosto 2026); PayPal Developer documentazione PayPal Payments Pro (integrazione legacy) (consultato il 19 agosto 2026).
Che cos'è la PayPal Partner Fundraising Platform?
È il programma che in altri mercati opera sotto il nome PayPal Giving Fund, ed è accessibile anche agli enti italiani registrati. La funzione più interessante è Give at Checkout: il donatore può aggiungere un contributo all'ente prescelto mentre completa un qualsiasi pagamento PayPal, senza uscire dal flusso di acquisto.
L'iscrizione richiede tre passaggi: conto Business attivo, conferma dello stato di ente benefico con la documentazione già descritta, e compilazione del modulo di registrazione che PayPal invia dopo l'approvazione.
Vale la pena valutarlo come canale aggiuntivo, non sostitutivo. I fondi transitano secondo i tempi del programma e l'ente ha meno controllo diretto sul rapporto con il donatore rispetto a una raccolta fondi ospitata sulla propria pagina.
Fonte: PayPal, Che cos'è PayPal Partner Fundraising Platform e come faccio a registrare il mio ente benefico? scheda ufficiale del programma partner (consultata il 19 agosto 2026).
Quali limiti deve conoscere un ente del Terzo Settore prima di scegliere PayPal?
Quattro limiti meritano attenzione prima di costruirci sopra una strategia.
Branding: Con il pulsante Donazioni l'identità visiva dell'ente passa in secondo piano rispetto a quella di PayPal.
Conversione di valuta: Le donazioni internazionali in valuta diversa dall'euro subiscono un ricarico del 3,0% sul tasso di cambio base, che si somma alla commissione di transazione. Per enti con sostenitori fuori dall'area euro l'impatto è concreto.
Flessibilità delle donazioni ricorrenti: Le opzioni di frequenza sono limitate rispetto agli strumenti dedicati alla raccolta fondi.
Rischio di blocco del conto: Un aumento improvviso di incassi, tipico di una campagna virale o di un'emergenza, può attivare i controlli di sicurezza. I fondi restano temporaneamente indisponibili finché la verifica non si chiude. È il rischio più citato dalle organizzazioni non profit che affidano a un unico canale l'intera raccolta.
La mitigazione pratica è sempre la stessa: non concentrare tutto su un solo strumento. Molti enti affiancano al conto PayPal una piattaforma di raccolta fondi che gestisce campagne, ricevute e comunicazione con i donatori. Il confronto tra i software di raccolta fondi per organizzazioni non profit aiuta a capire quali funzioni valga la pena aggiungere.
Fonte: PayPal, Tariffe per i Venditori PayPal — Italia, sezione conversione di valuta tariffario ufficiale PayPal per l'Italia (consultato il 19 agosto 2026).
PayPal, Stripe o una piattaforma di raccolta fondi: cosa conviene a un ente italiano?
Le tre opzioni risolvono problemi diversi, e le organizzazioni non profit tendono a confonderli. PayPal e Stripe elaborano pagamenti. Una piattaforma di raccolta fondi gestisce l'intera campagna.
PayPal (ente benefico confermato) | Stripe | WhyDonate | |
|---|---|---|---|
Commissione di piattaforma | Nessuna | Nessuna | 0% |
Costo per transazione | 1,80% + 0,35 € (nazionale) | 1,5% + 0,25 € (carte SEE standard) | Commissioni standard del processore di pagamento |
Sconto non profit | Sì, su richiesta con verifica | Non pubblicato sul listino | Non applicabile (0% di piattaforma) |
Pagina campagna dedicata | No | No | Sì |
Raccolta peer-to-peer | No | No | Sì |
Competenze tecniche richieste | Basse | Medio-alte (orientato agli sviluppatori) | Basse |
Conversione di valuta | +3,0% sul tasso base | +2% sulle transazioni internazionali | Dipende dal metodo di pagamento |
Riconoscibilità presso i donatori | Molto alta | Bassa (opera dietro le quinte) | Media |
Tariffe rilevate il 19 agosto 2026 dai listini ufficiali di PayPal Italia, Stripe Italia e dalla pagina commissioni di WhyDonate. Verifica sempre il listino aggiornato prima di decidere: le condizioni cambiano.
Come leggere la tabella. Se il tuo obiettivo è accettare un pagamento su un sito che già funziona, PayPal vince sulla fiducia dei donatori e sulla semplicità di attivazione; Stripe vince sul costo nominale, ma richiede sviluppo. Se il tuo obiettivo è condurre una campagna, con pagina dedicata, aggiornamenti ai sostenitori e raccolta in squadra, nessuno dei due processori copre il bisogno da solo.
WhyDonate integra sia PayPal sia Stripe e non trattiene commissioni di piattaforma: le condizioni economiche complete di WhyDonate restano consultabili prima di aprire qualsiasi campagna. Restano dovute le commissioni standard del processore di pagamento, come su qualunque altro strumento.
Fonti: PayPal tariffario venditori Italia; Stripe listino tariffe per l'Italia (entrambi consultati il 19 agosto 2026).
Domande frequenti
Quanto trattiene PayPal su una donazione in Italia?
Un ente benefico confermato paga 1,80% + 0,35 € per transazione nazionale. Su una donazione da 50 € la trattenuta è di 1,25 € e all'organizzazione restano 48,75 €. Senza la conferma di stato benefico si applica la tariffa commerciale del 2,00% + 0,35 €. Le donazioni in valuta estera subiscono un ricarico del 3,0% sul tasso di cambio.
La tariffa agevolata è automatica per chi è iscritto al RUNTS?
No. L'iscrizione al RUNTS fornisce i documenti necessari, ma la tariffa va richiesta esplicitamente a PayPal aprendo un conto Business, selezionando "Organizzazione no-profit" e caricando la documentazione dell'ente insieme a una lettera di autorizzazione firmata. Fino all'approvazione l'ente paga la tariffa commerciale piena. La verifica richiede di norma un giorno lavorativo.
Un'associazione non ancora iscritta al RUNTS può ricevere donazioni con PayPal?
Sì, può aprire un conto e incassare, ma senza la conferma dell'ente benefico paga la tariffa commerciale del 2,00% + 0,35 €. Prima di completare l'iscrizione conviene verificare quale forma giuridica sia adatta al progetto, perché la scelta incide su fiscalità, obblighi di rendicontazione e accesso alle agevolazioni.
Quanto costa accettare donazioni in contanti o con carta durante un evento?
Il lettore di carte Zettle di PayPal applica in Italia l'1,79% per transazione, senza canone mensile, con lettore a partire da 29 €. La tariffa scontata per enti benefici riguarda le transazioni online, ma in Italia lo scarto tra i due canali è di appena un centesimo di percentuale.
PayPal può bloccare i fondi raccolti da un'organizzazione?
Sì. Un afflusso improvviso di donazioni, tipico delle campagne di emergenza, può attivare i controlli antifrode e sospendere temporaneamente la disponibilità delle somme finché la verifica non si conclude. È il motivo principale per cui molti enti affiancano al conto PayPal un secondo canale di incasso, invece di concentrare l'intera raccolta su una sola piattaforma.
Conviene di più PayPal o Stripe per un ente del Terzo Settore?
Dipende dalle competenze interne. Stripe pubblica una tariffa più bassa sulle carte SEE (1,5% + 0,25 €) ma richiede sviluppo per essere integrato. PayPal costa leggermente di più e offre attivazione immediata e forte riconoscibilità presso i donatori italiani. Entrambi elaborano pagamenti: nessuno dei due gestisce campagne, pagine dedicate o raccolte in squadra.
Come iniziare a raccogliere donazioni oggi
Se l'ente è già registrato, la sequenza più efficiente è questa: apri il conto PayPal Business, richiedi la conferma di stato benefico, e nel frattempo pubblica una pagina di raccolta fondi che i sostenitori possano condividere. Il conto PayPal risolve l'incasso; la pagina risolve tutto il resto, dal racconto della causa agli aggiornamenti per chi ha già donato.
Con WhyDonate crei una raccolta fondi in pochi minuti, con PayPal e Stripe già integrati e 0% di commissioni di piattaforma (restano dovute le commissioni standard del processore di pagamento). Se stai partendo da zero, la guida su come chiedere donazioni online copre il passaggio successivo: costruire la richiesta in modo che le persone rispondano.
Avvia la tua raccolta fondi — è gratis
Punti chiave
- La tariffa agevolata esiste ma va chiesta. In Italia gli enti benefici confermati pagano 1,80% + 0,35 € invece del 2,00% + 0,35 €, e la conferma arriva di norma entro un giorno lavorativo dalla presentazione dei documenti.
- La commissione fissa penalizza le microdonazioni. I 35 centesimi valgono il 3,5% su una donazione da 10 € e lo 0,18% su una da 200 €: incoraggiare importi medi più alti riduce il costo effettivo più di qualsiasi trattativa sulla percentuale.
- PayPal incassa, ma non conduce la campagna. Pagine dedicate, raccolta in squadra e relazione con i sostenitori richiedono uno strumento diverso, da affiancare al conto invece che da sostituirlo.
Un conto PayPal ben configurato copre la parte più semplice della raccolta fondi: ricevere il denaro. La parte che determina il risultato resta la storia che racconti e la facilità con cui le persone possono sostenerla. Se vuoi tenere insieme le due cose senza trattenute di piattaforma, puoi avviare la tua raccolta fondi su WhyDonate e collegare PayPal in pochi passaggi.



